Molti
uomini non lo sanno, ma ci sono vari tipi di approccio. Una donna
può essere approcciata in modi molto diversi tra loro.
Fa
attenzione: quello di cui sto parlando è solo l’approccio a freddo vero e
proprio, cioè andare da una donna che non conosci e iniziare a parlare con lei.
Dopo ci sarà da creare attrazione e rapporto, seguendo le fasi della seduzione,
ma ora ci focalizziamo solo sulla prima fase che è l’approccio in senso
stretto.
Quindi, in base a
cosa distinguiamo i tipi di approccio?
In base alla quantità
di interesse che mostriamo alla donna, e al come esprimiamo questo interesse.
Banalmente, un “Hai
da accendere?” ci fa mostrare molto meno interesse di un “Sei bellissima”.
Seguendo questo
ragionamento, una prima e fondamentale distinzione è quella tra approccio
diretto, indiretto, indiretto puro e semidiretto.
In base all’interesse
mostrato, li classifichiamo così:
Approccio: Grado di
interesse mostrato:
INDIRETTO PURO…….
Nullo
INDIRETTO…………………Basso
SEMIDIRETTO…………………Medio
DIRETTO…………………………….Alto
L’approccio diretto
Nell’approccio
diretto noi rendiamo chiare fin da subito le nostre intenzioni, nel senso che
facciamo subito capire che ci stiamo provando. Diamo il massimo di interesse
possibile.
Un approccio di
questo tipo può essere:
“Ciao, mi piaci e ti
voglio conoscere”
“Ciao, ti ho vista e
pensavo che sarebbe stato veramente un peccato non venirti a parlare”
“Sei splendida, io
sono …….”
Nell’approccio
diretto conta molto la sincerità, quindi le frasi che ho scritto sono puramente
indicative. Se hai intenzione di usarlo, ti consiglio di andare dalla fortunata
e dirle semplicemente quello che pensi.
L’approccio indiretto
e indiretto puro
Nell’approccio
indiretto non facciamo subito capire le nostre intenzioni. Soprattutto, non le
facciamo assolutamente capire con il linguaggio verbale (quello che diciamo).
Si deve però fare una
distinzione sulla base di molte variabili come il linguaggio corporeo, il
paraverbale, il contesto ecc. ecc.
Ci sono infatti
approcci indiretti, nei quali anche se non lo dici apertamente, entrambi sapete
che ci stai provando.
Ad esempio se in
discoteca, o in un locale notturno, chiediamo un’informazione su che locali
andare, entrambi sapremo quello che sta succedendo.
Se invece per la
strada chiediamo un’informazione geografica, non penserà che ci stiamo
provando.
Cosa è cambiato?
E’ cambiato il
contesto e anche il modo con cui ho detto le due frasi.
Esempi di approcci
indiretti possono essere:
“Ciao, pensi che mi
stia bene questo cappello / giacca / pantaloni ecc. ecc.?”
“Ciao, posso
chiederti dove hai preso quel vestito / scarpe / maglietta ecc. ecc. ?” Ne
vorrei regalare uno ad una mia amica /sorella”
“Sai se qui fanno da
bere bene?”
Invece, con un
approccio indiretto puro, lei non capisce assolutamente che ci stiamo provando,
almeno a livello razionale. Un approccio indiretto puro spesso si attua
chiedendo un’informazione.
L’approccio
semidiretto
Nell’approccio
semidiretto il nostro verbale fa capire che ci stiamo provando, anche se non lo
diciamo apertamente.
Come è possibile?
E’ possibile nel
momento in cui dici una cosa, magari divertente, che non è esplicitamente
legata al tuo intento, ma è ovvio che ci stai provando.
Ad esempio:
“Senti, dimmi una
cosa: cosa si prova a stare vicino ad un ragazzo figo come me?”
“Eccomi, scusa per il
ritardo, è molto che mi aspetti?”
“Ciao, io e il mio
amico ci stavamo chiedendo… qual è il modo migliore per approcciarvi?”
… uno dei miei
preferiti è il seguente, fatene buon uso…
“Sto facendo una
statistica: quanti approcci ricevete a sera?”
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Ora, il punto è:
quale approccio va meglio? Quale va peggio?
Voglio che sia
chiaro: non esiste un approccio migliore in assoluto.
Esiste un approccio
che va meglio di un altro in una determinata situazione, a seconda di molte
variabili. A seconda quindi della persona che approccia, della donna che viene
approcciata, dello stato d’animo dei due, del contesto e di molte altre cose.
Come scegliere?
Grazie al
ragionamento e alla pratica. Provando e riprovando vedi quello che va meglio
per te. Non solo: vedi quello che va meglio per te in una determinata
situazione.
Ti faccio un esempio:
io all’inizio ero molto indiretto, poi migliorando la mia subcomunicazione
sono spesso passato al diretto.
Questo non significa
che uno sia migliore dell’altro, significa che per me, per come sono fatto, uno
funziona meglio dell’altro.
In certe situazione
però preferisco usare l’indiretto, magari quando la ragazza che voglio
approcciare sta in un gruppo di uomini.
Una cosa però voglio
che sia chiara: quello che dici conta molto molto poco.
Molti credono che con
la frase giusta l’approccio funzioni sempre, questo non è vero.
Quello che conta è
come dici le cose, il tuo tono, il tuo volume, il tuo linguaggio corporeo ecc.
Una volta migliorata
la subcomunicazione, è possibile approcciare con qualunque frase.
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